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Lettera di Sibilia a Nugnes sulla Castanicoltura in provincia

sibiliaIl Deputato pentastallato irpino scrive al delegato regionale alle politiche agricole per quanto riguarda le azioni messe in campo a tutela della castanicoltura in provincia di Avellino. Ecco la lettera:

Gentile Assessore Nugnes,
come Lei saprà, secondo alcune stime della Confederazione Italiana Agricoltori, l’Italia figurava, fino al 2007, tra i principali produttori europei di castagne con una produzione, che si aggirava tra le 50.000 e le 70.000 tonnellate, pari ad un valore di 46 milioni di euro con oltre 34.000 imprese coinvolte. I dati diffusi dalla Coldiretti relativi al 2012, confrontati con i due anni precedenti, restituiscono uno scenario drammatico del comparto perché le esportazioni di castagne italiane sono scese del 20 per cento rispetto al 2011 e del 30 per cento rispetto al 2010, mentre le importazioni sono quasi triplicate rispetto al 2010 e sono quasi raddoppiate rispetto al 2011.
L’Irpinia è terra di pregiati castagneti che da soli tengono in piedi il 42% della produzione castanicola italiana. Purtroppo non sono stati immuni dall’attacco del cinipide, vera causa del crollo produttivo interno, importato nel 2002 dalla Cina a Cuneo contro cui occorre rafforzare una lotta biologica con l’utilizzo di insetti antagonisti in particolare il Torymus Sinensis. Alla luce della nuova Programmazione Sviluppo Rurale (PSR), l’assessorato da Lei diretto cosa intende proporre in merito alla 5^ ma in particolare alla 4^ priorità (Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e dalle foreste) e al sottoprogramma “Zone montane”, “Piccoli Agricoltori” e “Giovani Agricoltori” ? Quali attività sta ponendo in essere il servizio fitosanitario regionale per diffondere il Torymus Sinensis, antagonista del cinipide, ovvero unico rimedio efficace testato finora nei confronti di questa terribile piaga? Esiste l’ipotesi di creare siti di allevamento dell’insetto antagonista di concerto con le università nella regione per abbattere i costi dei lanci diffusori di tale insetto, in linea con le priorità 3^ e 1^ (Promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo, agroalimentare e forestale e nelle zone rurali ) del PSR? Quali strumenti di vigilanza e controllo sono utilizzati al fine di limitare l’uso dei prodotti chimici nelle aree castanicole campane per poi velocizzare il consolidamento del Torymus Sinensis nell’ecosistema?
Siamo venuti a conoscenza, attraverso i dati del progetto Infobiocast, del fatto che la Regione Campania ha finanziato circa 276 lanci (ovvero operazioni di diffusione di tale “insetto curativo” all’interno dei castagneti), pagandoli circa 1200 euro ognuno quando, invece, il costo medio, sembri aggirarsi intorno ai 300 euro. Io stesso ne acquisterò uno simbolicamente per donarlo alle associazioni di castanicoltori che stanno fronteggiando il problema. Perché questa differenza di prezzo? Dove è possibile verificare tale spesa eseguita con soldi pubblici? Tutte domande alle quali siamo certo che riceveremo risposte chiare e celeri tenendo presente che a breve si chiuderanno le consultazioni pubbliche sugli indirizzi dei fondi PSR. Inoltre attendiamo con ansia la fase di condivisione dei documenti con le parti sociali e i cittadini così come previsto dal sito internet della Regione Campania, considerando che la data fissata per l’invio formale dei Programmi Operativi Regionali è proprio il 22 luglio.

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